- Babbo Natale e Gesù bambino: il vecchio simpaticone dalla barba bianca che alimenta i sogni di tutti i bambini, convinti che una lettera basti a soddisfare qualsiasi desiderio, e il bambinello che infonde speranza e sentimento nei giovani cuori (se ce l'ha fatta lui che è nato in una stalla...). Cominci ad odiare entrambi quando noti il cuscino sotto l'orrida giacca di velluto rosso che indossa un tuo lontano (e pure un po' viscido e insopportabile) parente, di cui non ricordi nemmeno il nome, e quando conosci le infide maestre del Catechismo.
- La neve: che Natale è senza il soffice manto gelido che ricopre i campi, i monti e le strade? Che bello eh? Certo, fino a quando non ti trovi a montare le catene, sotto una tormenta, senza avere la minima idea di come si faccia.
- I regali: servono commenti? Suvvia, apri il portafoglio e vedrai che la gioia di riceverli e farli svanirà presto...
- Il pranzo: antipasti faraonici, tortellini in brodo, risotto alla qualsiasi, abbacchio, grand'astice in salsa di scampi, elefante alle olive, pandoro affogato nella crema di mascarpone e Nutella... Il problema è il giorno dopo.
- L'albero e il presepe: ogni anno qualche nuova palla colorata, artistica, fragilissima e preziosa, ogni anno personaggi nuovi che arrivano ad animare quello che da principio era solo una fatiscente accozzaglia di carta verdognola-marrone e capannine abitate da giganti, ma ora è un capolavoro di ingegneria edile e meccanotronica. Il più bello di tutti. Ma sempre meno di quello del tuo vicino. AAAARGH!!!!!
lunedì 10 dicembre 2012
5 motivi...per amare e odiare il Natale
sabato 18 agosto 2012
Bar sport (Martelli, 2011)
Bar
sport è un libro di Stefano Benni. Purtroppo qualcuno ha malauguratamente
deciso di farne un film. Nella fattispecie tale Massimo Martelli, che a dir la
verità non ha alle spalle una grande e memorabile cinematografia: so da IMDB
che sono sue le serie televisive Love bugs 3 e All
stars, i cui episodi hanno talvolta allietato i miei pranzi e/o cene,
nulla più. Per tentare di cogliere un frutto decente da quel capolavoro
intramontabile (prima edizione Milano 1976), si sono arruolati attori che nel
panorama italiano spiccano per fama e anche bravura (Claudio Bisio, Giuseppe
Battiston, Antonio Catania, Angela Finocchiaro). Bastasse questo…
Al cinema sono
andato senza grosse aspettative e con la mente sgombra da pregiudizi. I primi
quindici minuti hanno ucciso le prime e moltiplicato i secondi. L'aveva detto
Battiston in un'intervista (una delle tante che sono state fatte in ogni dove
per promuovere il film) che nessuno mai aveva provato a portare sullo schermo
il libro di Benni. Era chiaro che stava pensando: "E un motivo ci sarà,
no?" Manca tutto: l'ironia originale, un filo logico, l'acume e il
sarcasmo. E' assai difficile narrare un luogo come il Bar sport, perché un film
deve quasi sempre avere una storia, un intreccio, un motivo. A meno che tu non
sia un grande regista, allora puoi anche permetterti di inquadrare un cielo per
un'ora e mezza, perché a quel cielo sai come dare un senso.
In conclusione:
-spiace per
Battiston, che rimane un grande attore che ha partecipato a grandi film;
-qualche risatina
strappata qua e là, soprattutto dai personaggi secondari (il maldestro
elettricista Cornacchione o il playboy Teo Teocoli ad esempio);
-leggete il libro: è
tanto divertente e breve che comunque ci impiegherete non più di due-tre ore;
-da vedere al
massimo scaricato da eMule. Ma se in tv c'è appena appena un Santoro qualsiasi,
è quasi meglio quello.
5 motivi...per non scegliere un iPhone
1. Il prezzo eccessivo
2. La chiusura del sistema operativo
3. L'impossibilità di videochiamare in rete 3g
4. Le innovazioni e/o peculiarità esclusive che tali non sono
5. La sopravvalutazione e la spinta mediatica ingiustificata
E con questo è probabile che scateni un bel putiferio...
2. La chiusura del sistema operativo
3. L'impossibilità di videochiamare in rete 3g
4. Le innovazioni e/o peculiarità esclusive che tali non sono
5. La sopravvalutazione e la spinta mediatica ingiustificata
E con questo è probabile che scateni un bel putiferio...
giovedì 16 agosto 2012
Resoconto di un pomeriggio di mezza estate
Ne sono successe di cose dall'ultimo post risalente ormai a giugno scorso. Talmente tante che non saprei da dove iniziare. Vediamo dunque di dare un po' di ordine ai pensieri: è scaduto il mio contratto di lavoro e ne è ricominciato un altro con conseguente spostamento di ufficio, è arrivato il caldo (quello vero della pianura padana, fatto di aria irrespirabile e di notti sudaticce), sono tornato in piscina dopo tanto tempo, sono stato per la prima volta in vita mia a Mirabilandia e in un ristorante brasiliano, ho visto nascere e crescere nuovi gattini, ho suonato il Barbiere di Siviglia, mi sono lasciato andare al solito film estivo di poco conto, ho drogato parte dei miei giorni di ferie con serie televisive finora perse (tipo Game of thrones, Big bang theory e The walking dead), ho acquistato il tablet da cui ora sto scrivendo, sono stato al mio quarto concerto degli Afterhours. Insomma, ho fatto un sacco di cose di cui non importerà niente a nessuno e che in effetti non sono poi così rilevanti. Però continuo a pensare che la banalità non sta nelle cose che fai, ma nel modo in cui le fai, nel valore che dai loro e nelle persone con cui le condividi. Non sto scrivendo dalle spiagge bianche di qualche luogo esotico e patinato, ma da un giardino di campagna, con l'aria serale che mi accarezza i polpacci e una mamma gatta che si ostina a leccare e nutrire la sua progenie ormai cresciutella, voltandomi di tanto in tanto a guardare uno splendore di donna qui al mio fianco, tutta intenta e china sui suoi libri. Per me, qui e ora, sono le migliori giornate che potessi immaginare!
domenica 3 giugno 2012
Settimana 22
Settimana da
ricordare o da dimenticare, dipende dai punti di vista. Eventi rilevanti ce
ne sono stati, basta solo scegliere da dove cominciare; la mia dolce metà mi
suggerisce di parlare del Papa, ma sinceramente il fine settimana milanese
dell'uomo di bianco vestito desta in me assai poco interesse. Forse mi ha
lanciato il suggerimento nella speranza che cominciassi con uno dei miei
classici sermoni anticlericali, ma oggi sono di buon umore, quindi faccio il
bravo ed evito di complicarmi la fedina penale per l'Inferno. Certo che sul
Papa a Milano ce ne sarebbe da dire... l'unica immagine che mi è rimasta
impressa è il dio di molte persone (Baresi) che gli consegna la maglia del
Diavolo (il Milan). La vita ha sempre una certa ironia.
La settimana non è
cominciata tanto bene: il terremoto sentito nitidissimo in ufficio, la
disperazione dei paesi emiliani distrutti, la gioia inaspettata e idiota di
qualche collega di mezz'età contenta dell'evacuazione che gli ha garantito
un'intera mattinata di shopping. Del terremoto si sa già tutto perché, come al
solito, è diventato l'evento mediatico che ha garantito ancora ascolti alle
mummie della tv (i pomeriggi di Raiuno e Raidue sono stati intensissimi tra un
collegamento dalle macerie e uno dalla farfalla di Belen). Il mio pensiero va
agli insegnanti e ai 680 alunni (tra cui molti disabili) di una scuola di
musica di Mirandola, sperando che insieme alle loro case non abbiano perso
anche la speranza nel loro futuro.
Terremoto assai meno
importante, ma altrettanto mediaticamente rilevante, quello sul calcio e le
scommesse. La giustizia si spera faccia il suo corso, alcune situazioni paiono
già abbastanza chiare altre sono tutte da verificare. Da tifoso bianconero spero
vivamente che Conte, Buffon e Bonucci siano innocenti, ma mi riservo anche di
parlarne male in futuro qualora ci fossero coinvolgimenti preoccupanti. Resta
molto amaro in bocca però a vedere, indipendentemente dal colore delle maglie,
come la situazione sia gestita in maniera poco lucida, obiettiva e corretta:
differenze di trattamento tra gli indagati, scoop giornalistici che anticipano
i tempi della giustizia e così via. Siamo in Ita(g)lia e siamo abituati:
abbiamo tutto, tranne la vera indignazione.
A proposito di
indignazione, l'unica forma che ne è rimasta è quella grillina. Ora tutti si
indignano su tutto e scoprono Beppe Grillo, che sta sempre più raccogliendo i
consensi di chi niente sa e niente fa, ovvero di tutte le persone che
inizialmente il comico ripudiava come parassiti che hanno affondato il Paese.
Vedere l'ondata di indignazione per la parata del 2 giugno (ci sono cascato
anche io, la mia pagina Facebook ne è testimonianza), che si sarebbe dovuta
evitare per rispetto dei terremotati e per finanziarne gli aiuti, mi ricorda
tanto un errore che tanti giovani studenti fanno: sottolineare, evidenziare e
glossare ogni singola riga dei testi studiati; si sottolinea tutto, perché al
momento tutto sembra importantissimo, ma alla fine ci si ritrova che non si sa
più dove andare a ripassare i concetti fondamentali. Ho la sensazione che gli
italiani stiano cominciando a indignarsi di tutto e il timore che indignarsi di
tutto equivalga a non dare importanza a nulla. Sono curioso di vedere quale strada
prenderemo nei prossimi dieci anni; il Movimento 5 Stelle era nato con grande
entusiasmo e voglia vera di cambiamento, ma ora mi ricorda vagamente gli albori
qualunquisti e populisti di Forza Italia. Belìn, sperem de no…
PS: dato che mi sono
dilungato anche troppo, la prossima volta parlo solo di cose belle, promesso!
Ubicazione:
35040 Villa Estense PD, Italia
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