Ne sono successe di cose dall'ultimo post risalente ormai a giugno scorso. Talmente tante che non saprei da dove iniziare. Vediamo dunque di dare un po' di ordine ai pensieri: è scaduto il mio contratto di lavoro e ne è ricominciato un altro con conseguente spostamento di ufficio, è arrivato il caldo (quello vero della pianura padana, fatto di aria irrespirabile e di notti sudaticce), sono tornato in piscina dopo tanto tempo, sono stato per la prima volta in vita mia a Mirabilandia e in un ristorante brasiliano, ho visto nascere e crescere nuovi gattini, ho suonato il Barbiere di Siviglia, mi sono lasciato andare al solito film estivo di poco conto, ho drogato parte dei miei giorni di ferie con serie televisive finora perse (tipo Game of thrones, Big bang theory e The walking dead), ho acquistato il tablet da cui ora sto scrivendo, sono stato al mio quarto concerto degli Afterhours. Insomma, ho fatto un sacco di cose di cui non importerà niente a nessuno e che in effetti non sono poi così rilevanti. Però continuo a pensare che la banalità non sta nelle cose che fai, ma nel modo in cui le fai, nel valore che dai loro e nelle persone con cui le condividi. Non sto scrivendo dalle spiagge bianche di qualche luogo esotico e patinato, ma da un giardino di campagna, con l'aria serale che mi accarezza i polpacci e una mamma gatta che si ostina a leccare e nutrire la sua progenie ormai cresciutella, voltandomi di tanto in tanto a guardare uno splendore di donna qui al mio fianco, tutta intenta e china sui suoi libri. Per me, qui e ora, sono le migliori giornate che potessi immaginare!
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